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Agrigento, una delle città più belle ed affascinanti d'Italia, è situata a 230 metri sopra il livello del mare. Definita da Pindaro "la città più bella dei mortali", offre un soggiorno indimenticabile tra cultura, mare e paesaggi incontaminati. L'antica "Akragas" fu fondata nel 581 a.C. da coloni greci e divenne in breve tempo una delle città più importanti della Magna Grecia. La potenza acquistata da Agrigento in questo periodo, le permise di reggere lo scontro con Cartagine che uscì sconfitta nella battaglia del 480 a.C. Durante il periodo greco furono costruiti i magnifici templi della celebre "Valle dei Templi". Durante la storia si sono poi succedute le continue lotte tra Greci e Cartaginesi, il saccheggio ad opera dei Romani nel 210 a.C. e l'invasione da parte degli Arabi che la ricostruirono, donando alla città una tipica conformazione araba. Dopo gli arabi seguì la dominazione normanna: da questo momento le vicissitudini di Agrigento si intrecciano con quelle del Regno di Sicilia ed in particolare con le sorti di Palermo. Agrigento divenne residenza di baroni e religiosi; nel XIV sec. la città divenne un centro prospero nei commerci e uno degli scali più frequentati della costa. Da vedere: il centro storico con le sue caratteristiche arabe, le chiese dell'Addolorata, di San Francesco di Paola, di San Giuseppe, di San Domenico, dell'Itria, dell'Immacolata e della Madonna degli Angeli, quest'ultima costruita sui resti di un tempio e Il Duomo, i cui primi lavori iniziarono nell'anno 1100 ma soltanto 200 anni dopo la chiesa venne intitolata a San Gerlando, patrono della città. La sede del Municipio si trova in quello che una volta era un antico monastero Domenicano del XVII secolo. Particolarmente interessanti sono anche il Teatro Pirandello, realizzato nel 1870 da Giovan Battista Basile e Dionisio Sciascia (originariamente era dedicato alla regina Margherita, solo nel 1946 prese il nome del celebre letterato), la casa natale di Pirandello, Villa Bonfiglio, Piazza Cavour e il Museo Archeologico di Agrigento, il museo più visitato della Sicilia, grazie ai straordinari tesori che custodisce. L'attrazione maggiore di Agrigento è senza dubbio la Valle dei Templi, il celebre sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia. Dal 1997 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell'umanità, redatta dall'UNESCO. La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben sette templi in ordine dorico: le loro denominazioni e relative identificazioni, tranne quella dell'Olympeion, si presumono essere pure speculazioni umanistiche, che sono però rimaste nell'uso comune. La Valle ospita inoltre la tomba di Terone, un monumento di tufo di notevoli dimensioni a forma di piramide, che si pensa eretto per ricordare i caduti della Seconda guerra punica.

Agrigento

Agrigento

Agrigento

Agrigento

Agrigento

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Avola sorge in una zona pianeggiante litoranea, posta a 37 metri sopra il livello del mare. Le principali attività economiche sono la pesca e l'agricoltura; conta circa 31.700 abitanti. Nell'antichità il paese veniva chiamato Abola, il primo nucleo cittadino si formò sotto il dominio arabo nel sec. IX, sull'altopiano ibleo. Venne distrutta dal terremoto del 1693, e ricostruita per volere del principe Nicolò Aragona Pignatelli, Duca di Terranova, con una nuova struttura a forma di esagono che delimita il perimetro cittadino. L'ultima domenica di luglio si celebra la festa patronale di Santa Venera. Da Vedere: nel centro storico di Avola si possono ammirare tre diversi stili architettonici, il Barocco, il Neoclassico ed il Liberty. L'itinerario barocco predeve la visita della chiesa di San Giovanni Battista al cui interno predomina il colore azzurro sullo sfondo bianco dell'intonaco. Sono conservate cinque tele del XVIII secolo che raffigurano il Santo Corrado Confalonieri. Proseguendo verso il centro di Avola si arriva in Piazza Umberto I in cui si può visitare la Chiesa Madre, dedicata a S. Nicolò ed a S. Sebastiano, al cui interno troviamo dei bellissimi dipinti e un organo di grande valore; il portone raffigura otto episodi tratti dal Vangelo. Dalla chiesa si possono raggiungere i sotterranei in cui vi sono sei cappelle. Proseguendo l'itenerario si arriva in Piazza Regina Elena in cui si può visitare la chiesa di Sant'Antonio Abate ricca di pitture ed affreschi del XVIII secolo e la statua in legno del "Cristo alla colonna" a cui è molto legata la tradizione religiosa della città in quanto proveniente da Avola Antica. Altre chiese da visitare sono la chiesa di "Santa Venera" e la chiesa della "Santa croce". L'itinerario neoclassico comprende invece il Teatro comunale (in ristrutturazione) ed il mercato ortofrutticolo di via S. Francesco d'Assisi. L'itinerario liberty, tra i più ricchi dalla Sicilia sud-orientale, è composto da vie della città dove le facciate dei palazzi si presentano pregevoli di decorazioni floreali. Particolarmente interessante è la riserva naturale di cava Grande del Cassibile. Il paesaggio si presenta caratterizzato da una maestosa valle incassata tra superfici rocciose, che convergono ripide verso il fondo, dove scorre, formando dei "laghetti" chiamati nache, il limpidisimo fiume Cassibile, l'antico Cacyparis. La particolare conformazione geologica e l'elevata umidità costituiscono l'ambiente ottimale per la sopravvivenza di rare specie di vegetali, quali il platano orientale e una flora particolarmente aromatica (salvia, origano, timo, rosmarino), e di animali, come alcuni esemplari di falconiformi. Ma la cava risulta interessante, oltre che dal punto di vista naturalistico, anche da quello preistorico e arvheologico. Infatti in essa troviamo una vasta necropoli rupestre del periodo siculo (1000-800 a.c.), con circa 200 tombe a grotticelle, e i ddieri, agglomerati trogloditici riferibili al periodo bizantino. Si raggiunge, scendendo un ripido sentiero, dal Belvedere di Avola antica, da cui si può anche osservare la Grotta della Cunziria, antico villaggio rupestre adibito anche alla concia delle pelli.

Avola

Avola

Avola

Avola

Avola

Avola

 

Bagheria è situata sulla costa settentrionale dell'isola, a 15 Km da Palermo, ad appena 3 chilometri dal mare, nella ridente valle tra i due incantevoli golfi di Palermo e Termini Imerese. È circondata dai monti Alfano, Giancaldo, Consuono e dalla splendida marina di Aspra che si estende nella Conca d'Oro tra il Mongerbino e il monte di Capo Zafferano. Completano il pittoresco paesaggio la Montagnola di Serradifalco (alta 165 metri) e la collinetta di Valguarnera (135 metri) che si elevano nella parte alta dell'abitato, tra la folta vegetazione degli agrumeti. A partire dal XVII° secolo, Bagheria divenne una rinomata località di soggiorno della nobiltà palermitana. A tutt'oggi conserva numerose ville in stile barocco, tra cui Villa Pelagonia, la più famosa, costruita nel 1715 dai Principi Gravina di Palagonia; l'edificio porta l'epitaffio di "Villa dei mostri" a causa delle figure animalesche scolpite nella pietra poste all'interno del parco. Villa Cattolica ospita il museo comunale "Renato Guttuso", dove si possono ammirare molte opere dell'autore nonché tele e sculture di altri artisti locali come Giuseppe Pellitteri. Villa Butera, la più antica, venne costruita nel 1658. Oltre alle ville sono presenti anche dei palazzi di rilevanza architettonica, come ad esempio Palazzo Butera, sito presso l'omonimo corso edificato in contemporanea all'omonima Villa Butera, di stile medievale. Palazzo Cutò, edificato dal principe Luigi Naselli di Aragona, è attualmente sede di una biblioteca comunale e di un'area museale. Palazzo Larderia venne fatto costruire in mezzo ad un esteso e profumato giardino di limoni nel 1752 da Francesco Letterio Moncada, principe di Larderia. Tra le chiese più importanti di Bagheria ricordiamo: la chiesa delle Anime Sante, la chiesa Madre e la chiesa della Madonna del Carmelo.

Bagheria

Bagheria

Bagheria

Bagheria

Bagheria

Bagheria

 

Nella Sicilia Occidentale, nell'ampia vallata della provincia di Trapani che collega il monte Erice e il sito archeologico di Segesta, in un territorio ricco di sorprendenti risorse paesaggistiche, si estende il Comune di Buseto Palizzolo. Il paesaggio busetano offre al visitatore uno spettacolo campestre di straordinaria bellezza naturalistica: colline e vallate interamente coltivate, dai colori cangianti, sulle cui alture è ancora possibile ammirare antiche costruzioni rurali, i bagli. Negli ultimi anni, oltre a fiorenti attività artigianali e della piccola e media industria, sono sorte numerose strutture turistico-ricettive. La favorevole posizione di centralità che occupa nella provincia di Trapani, consente di raggiungere agevolmente le principali località di interesse turistico: il sito archeologico di Segesta, la splendida spiaggia di San Vito Lo Capo, la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, le Isole Egadi, la cittadina medievale di Erice, Trapani, la Riserva delle Saline e Marsala.

Buseto Palizzolo

Buseto Palizzolo

Buseto Palizzolo

Buseto Palizzolo

Buseto Palizzolo

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Caltanissetta è una città di circa 62.000 abitanti, posta al centro della Sicilia ed è capoluogo dell'omonima provincia. La città offre la possibilità di ammirare degli splendidi panorami ed è ricordata anche per la cucina rappresentata degnamente da una fiorente produzione di torroni. Particolarmente affascinanti sono tra l'altro le manifestazioni religiose che si svolgono durante la Settimana Santa e che iniziano già dal Mercoledì Santo con delle processioni. La processione probabilmente più nota è quella del Giovedì Santo, che prevede la partecipazione di quindici gruppi lignei raffiguranti i Misteri. San Michele è il patrono della città e viene festeggiato il 29 settembre. Nel 123 a.C. la città venne conquistata da Lucio Petilio che la fece diventare una potente colonia romana con il nome di "Petiliana". Costantino la annesse al suo Impero e successivamente la città venne presa dai Saraceni. Oltre ai Saraceni, altre popolazioni la dominarono: nel 1806 fu la volta dei Normanni, in seguito gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e i Castigliani la invasero. Dopo essere stata danneggiata dalle rappresaglie dei liberali siciliani, Caltanissetta visse nel '900 un periodo di splendore culturale ed economico, grazie ai numerosi giacimenti di zolfo che le conferirono l'appellativo di "capitale mondiale dello zolfo". Da visitare: il Castello di Pietrarossa, che è stato costruito intorno al 1080; la Cattedrale in stile neoclassico, costruita nel 1570 e completata nel 1622; ha la facciata decorata da due alti campanili e all'interno è decorata da nicchie e pregevoli stucchi. Notevoli sono gli affreschi di Guglielmo Borremans e le tante statue che decorano l'interno della chiesa. Accanto alla Cattedrale si trova la Chiesa di San Sebastiano, tipica costruzione del '500, che venne ristrutturata secondo i dettami dello stile neoclassico. L'Abbazia di Santo Spirito, in stile romanico. La bellissima Chiesa di Sant'Agata è annessa al Collegio dei Gesuiti e presenta un interno riccamente decorato in marmi policromi e un impianto a croce greca. Il Collegio è invece decorato in un fastoso stile barocco. Si consiglia inoltre una visita al Museo Diocesano il quale conserva numerosi oggetti provenienti dai vari edifici cultuali di Caltanissetta.

Caltanissetta

Caltanissetta

Caltanissetta

Caltanissetta

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Cammarata è un comune italiano di circa 7.000 abitanti della provincia di Agrigento. La cittadina sorge a 682 mt. s.l.m., alle pendici del Monte cammarata (mt. 1587), in un territorio ricco di boschi e caratterizzato dall'aria salubre. Dista 51 km da Agrigento, 81 da Caltanissetta e 83 da Palermo. Le sue origini risalgono probabilmente al periodo arabo, poi il villaggio venne donato dal conte Ruggero d'Altavilla a una sua congiunta, Lucia, che venne chiamata "de Camaratae", come il nome del luogo. A ovest del centro abitato si erge il poderoso monte Cammarata, nella cui area è stata istituita una riserva naturale. La riserva comprende oltre al monte Cammarata, che è il picco più alto dei Sicani, con i suoi 1587 metri, il Monte Gemini. La riserva è un complesso boscato lungo i cui sentieri, che si snodano fino alla cima del monte, è possibile ammirare la natura nella sua veste più ricca. Dai prati rigogliosi spuntano fiori multicolori tra i quali diverse specie di orchidee; continuando la passeggiata tra i boschi si possono osservare diverse specie di uccelli e numerose farfalle. Da vedere: la Chiesa di San Nicola di Bari, risalente al XII° secolo, l'antico castello; il monumentale complesso dell'ex convento dei Domenicani e la chiesa di San Vito situata nell'omonima via; a sud del paese si trova la chiesa dell'Annunziata di origine trecentesca e Cammarata un luogo di villeggiatura montana estiva. Il santo patrono è San Nicola di Bari e si festeggia il 6 dicembre.

Cammarata

Cammarata

Cammarata

Cammarata

Cammarata

Cammarata

 

Castellammare del Golfo è un comune di circa 15.000 abitanti della provincia di Trapani. La cittadina sorge alle pendici del complesso montuoso di Monte Inici e dà il nome all'omonimo golfo prospiciente il Castello. Il litorale che da Castellammare arriva a San Vito lo Capo, comprendente la riserva naturale dello Zingaro (prima riserva naturale istituita in Sicilia) ingloba un totale di 7 km di splendida costa che, insieme alla catena montuosa, alle piccole calette ed ai suggestivi strapiombi sul mare, forma uno spettacolo naturale di incantevole bellezza. Il comune sorge sul luogo dell'antico porto di Segesta e divenne in età altomedievale una roccaforte inespugnabile grazie alla costruzione di un fortilizio su un promontorio proteso sul mare. La cittadina conobbe un ulteriore periodo di sviluppo, successivo al periodo aragonese, con la nascita di un borgo a ridosso del Castello, fondato nel 1560 e circondato da mura e da un fossato. Il Castello era, fino agli anni 80, lambito dal mare. Lo specchio di mare antistante la torre era chiamato "vasca della regina" per indicare una vasca naturale delimitata da scogli che secondo la leggenda venne usata dalla regina del castello. Sorto su una prima fortificazione araba, fu ampliato da Normanni e Svevi. Pietro II d'Aragona lo assegnò a Raimondo di Peralta e da questi passò agli eredi Guglielmo e Nicolò. Fu in seguito proprietà di Pietro Spadafora Ruffo, che lo lasciò come dote alla figlia, divenendo quindi proprietà di Sigismondo di Luna. Dopo una serie successiva di passaggi ritornò alla fine del 1500 alla famiglia Luna. Nel 1649 fu venduto a Francesca Balsamo Aragona principessa di Roccafìorita. Oggi è di proprietà pubblica. Palazzo Crociferi, antico convento dei padri crociferi, oggi sede del Municipio, costruito nel 1659 assieme alla chiesa Santa Maria degli Agonizzanti ed adesso adibita a Sala consiliare. La Chiesa Madonna del Rosario si trova all'interno del borgo adiacente il castello e si ipotizza che sia stata eretta in periodo normanno intorno all'anno 1100. La chiesa, molto piccola, presenta un portale con un bassorilievo della Madonna col Bambino con i Santi ed il Crocifisso, attribuita al Gagini. All'interno, in un angolo, è presente una Madonna nera con bambino. La Chiesa del Purgatorio, risalente alla fine del 1300, ha al suo interno pregevoli opere pittoriche del seicento e del settecento. La Chiesa Madre ("La Matrice") è stata costruita nel 1726 sulle fondamenta di una chiesa precedente. L'edificio ha tre ordini di navate e custodisce la statua maiolicata rappresentante la Madonna del Soccorso della seconda metà del cinquecento ed affreschi di Giuseppe Tresca, raffiguranti episodi del Vecchio Testamento e un'acquasantiera del seicento. La chiesa Madonna delle Grazie, edificata all'inizio del 1600, custodisce un dipinto del diciottesimo secolo, che raffigura la Madonna col Bambino. Dal 19 al 21 agosto ha luogo la festa di Maria SS. del Soccorso, la santa patrona della città. Ogni due anni, a luglio, ha luogo la suggestiva rievocazione storica dell'attacco al porto da parte degli inglesi, sventato, secondo la leggenda, dall'arrivo della Madonna, chiamata per questo motivo "Madonna del Soccorso".

Castellammare del Golfo

Castellammare del Golfo

Castellammare del Golfo

Castellammare del Golfo

Castellammare del Golfo

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Catania, capoluogo dell'omonima provincia siciliana, è la seconda città più popolata della Sicilia in quanto conta circa 314.000 abitanti. Situata lungo le coste ioniche della Sicilia, Catania sorge sull'omonimo golfo, ai piedi dell'Etna, in una zona prevalentemente pianeggiante. Le origini della città sono molto antiche e le prime notizie risalgono al popolo preitalico dei Siculi. Catania, città dalla storia millenaria, è ricca di monumenti e di tantissime cose belle da vedere, inoltre nel 2002 il suo centro storico e sette comuni della vicina Val di Noto sono stati inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco. Tante sono le cose da vedere a Catania, tra cui: i monumenti antichi, come il Teatro Romano, l'Anfiteatro e le Terme, tutte risalenti alla dominazione romana; U Liotru, cioè lo stemma di Catania, che è un manufatto antico in pietra lavica che raffigura un elefante che sorregge un obelisco egiziano, che oggi si trova nella centralissima Piazza del Duomo; il Castello Ursino, voluto da Federico II ed oggi sede del Museo Civico di Catania, in cui sono conservate numerose testimonianze che raccontano la millenaria storia della città. I monumenti barocchi di Catania, che ricordiamo sono iscritti dal 2002 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell'Unesco, sono per lo più concentrati nella centrale Via dei Crociferi e sono stati tutti realizzati all'inizio del XVIII° secolo, a seguito di un violentissimo terremoto che nel 1693 distrusse gran parte di Catania e delle città vicine. Particolarmente intessanti sono anche gli edifici barocchi della città, come ad esempio la Cattedrale di Sant’Agata, la patrona della città, un maestoso edificio barocco in sui si conserva una pregevolissima urna in cui sono racchiuse le reliquie della santa; la Badia di Sant'Agata che, insieme all'ex monastero, sorge nelle vicinanze dell'omonima cattedrale; la Chiesa di San Benedetto, che sorge affianco all'omonimo convento, è uno splendido esempio di barocco siciliani, con una grande profusione di stucchi e di affreschi; il Palazzo degli Elefanti, oggi sede del Municipio e così chiamato per la particolare decorazione della sua facciata; Palazzo Biscari, Palazzo Toscano e numerosi altri palazzi storici che sono una delle più alte testimonianze del gusto dei potenti dell'epoca. Per gli amanti del verde, consigliamo una passeggiata per Giardino Bellini, vero polmone verde della città, o per il Boschetto della Plaia che copre gran parte del litorale catanese. Da visitare anche il Rettilario Mediterraneo, dove sono ospitate numerose specie europee ed esotiche.

Catania

Catania

Catania

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Catania

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Enna è un comune di circa 28.200 abitanti, capoluogo della provincia omonima e nota come il capoluogo di provincia più alto d'Italia, per via dell'altitudine del centro abitato che, nella sua parte più elevata, raggiunge i 931 m. precedendo Caltanissetta e Ragusa nella Regione Siciliana. La città di Enna, grazie alla sua storia millenaria che affonda radici nel ruolo di gloriosa roccaforte militare già presso i Sicani e quindi in una girandola di popoli e dominazioni diversi - dai Greci ai Romani, dai Bizantini agli Arabi, Normanni, Svevi, Spagnoli, Borboni - è una delle cittadine siciliane più ricche di monumenti e di una peculiarissima e imponente impronta architettonica. Il monumento principale è il Duomo, fondato - forse sui ruderi di un tempio dedicato a Proserpina - verosimilmente prima del 1307. Quasi del tutto distrutto da un incendio nel 1446, fu ricostruito a partire dal 1451: i lavori proseguirono per tutto il '500. Adiacente al Duomo si trova il Museo Alessi, custode di preziose raccolte archeologiche e numismatiche e del tesoro del Duomo, uno tra i più ricchi ed importanti d'Italia. Un altro interessante museo è quello archeologico, da cui può partire un interessante itinerario che comprende, fra gli altri, una delle chiese ennesi più antiche, intitolata a SS. Salvatore, da cui si raggiunge la chiesa di Santa Chiara, in piazza Colajanni, oggi Sacrario dei caduti. Da qui ci si immette nella centrale via Roma, la principale di Enna, lungo la quale si aprono diverse altre piazze e si allineano eleganti palazzi ed edifici religiosi. Dalla piazza Antonio Coppola, a breve distanza dalla piazza Colajanni, si diparte la via Candrilli, al principio della quale si eleva la splendida torre-campanile della ex chiesa quattrocentesca di San Giovanni Battista. Sempre sulla via Roma prospetta l'elegante chiesa barocca di San Marco. Si giunge così alla piazza Vittorio Emanuele, sulla quale si affaccia la chiesa intitolata a San Francesco di Assisi. Dopo piazza Vittorio Emanuele, sulla via Roma troviamo la chiesa delle Anime Sante, del '600, la cui volta fu affrescata da Guglielmo Borremans, e la chiesa intitolata a San Tommaso dal bel campanile quattrocentesco. Merita senz'altro una menzione, in ultimo, la seicentesca chiesa del Carmine. Molte delle numerose torri del sistema di fortificazione cittadino sono ancora al loro posto, seppure trasformate, rimaneggiate e utilizzate oggi come campanili. La Torre Ottagona, invece, posta a guardia della zona meridionale della città, è rimasta intatta: di questa torre, chiamata anche "di Federico II", gli storici non sono riusciti ancora a stabilire con certezza l'età. La teoria più affascinante però è quella che la identifica con l’antico centro geodetico della Sicilia. Insieme alla Torre di Federico, il Castello di Lombardia costituì il più importante punto di difesa della città. Si trova infatti nella zona più elevata della stessa ed è circondato da una rupe che costituisce la sua difesa naturale. Fu chiamato così probabilmente per la presenza di soldati lombardi stanziati a difesa del castello.

Enna

Enna

Enna

Enna

Enna

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Erice è posta sulla vetta del Monte San Giuliano, all'estremità nord occidentale della Sicilia, e dista 15 km da Trapani. A 750 m. sul livello del mare, Erice si trova in una splendida posizione panoramica e nelle giornate limpide è possibile individuare l'Etna all'orizzonte. Il nome della città deriva dal siculo-italico Eryx, che significa 'monte". La zona fu abitata sin dai tempi del Paleolitico Superiore e del Neolitico. Distrutta durante la prima guerra punica dai Cartaginesi, che trasferirono gli abitanti a Drepanon (Trapani), Erice fu conquistata dai Romani nel 248 a.C., i quali riportarono all'antico splendore il tempio dedicandolo alla dea Venere. I Normanni ripopolarono in seguito la città, costruendovi il famoso Castello. Durante il Medio Evo vi furono edificate chiese e conventi e da allora, tranne qualche palazzo barocco, la roccaforte è rimasta la stessa. La città è famosa per i monumenti e la bellezza del suo centro storico medievale con le sue viuzze strette e tortuose, dove si possono ammirare le antiche mura medievali. L'impianto urbano ha una perfetta forma triangolare ed è delimitato sul lato occidentale da mura ciclopiche, interrotte da torrioni e da tre porte normanne: porta Spada, porta del Carmine e porta Trapani. Il Castello Normanno, sorto in epoca normanna sui resti del Tempio della Venere Ericina, possiede numerose sale affrescate e decorate con arredi originali. I resti del Tempio della Venere Ericina includono un pozzo sacro, un edificio termale e alcune abitazioni private, che furono rinvenuti alcuni anni fa nel cortile del Castello. Il Palazzo Comunale ospita la Biblioteca e il Museo Civico Cordici, in cui sono conservati i tanti reperti archeologici rinvenuti nella cittadina e opere d’arte di artisti locali. Erice accoglie più di sessanta chiese, alcune delle quali documenti architettonici di grande pregio e preziosa testimonianza storica: tra queste la chiesa di San Martino, di San Cataldo, di San Giuliano e di San Giovanni Battista. La Chiesa Madre dell’Assunta, eretta nel XIV° secolo, che presenta testimonianze artistiche di diversi secoli. Scendendo dal monte di Erice e proseguendo sulla strada che da Trapani va verso Marsala si può percorrere un itinerario straordinario, tra natura e cultura, all'interno della Riserva Naturale dello Stagnone, un basso specchio d'acqua di mare che ospita una straordinaria flora e fauna. Qui il paesaggio è dominato dai mulini a vento (alcuni del '500, completamente restaurati nei loro ingranaggi in legno) utilizzati per la "cultura del sale marino": uno spettacolo unico e vario in ogni momento dell'anno. Anche l'isoletta di Mozia merita una visita: il breve tratto di mare che la separa dalla terraferma, era attraversata un tempo dai carri pieni di uva tirati da buoi affondati nell'acqua per circa un metro.

Erice

Erice

Erice

Erice

Erice

Erice

 

Furnari è un comune di circa 3.700 abitanti in provincia di Messina. La città sorge a circa 145 metri sul livello del mare, sui primi rilievi che dal golfo di Patti si elevano verso i Peloritani, ed è posto sul versante settentrionale del Monte Croce. A sud Furnari è chiuso da un ampio scenario di monti, dominati dall'imponente Rocca Salvatesta. Verso la marina, di là dalle belle distese di agrumeti, si apre la distesa del Tirreno, col promontorio di Tindari ad Ovest, con la punta di Milazzo ad Est, e con le isole Eolie a Nord. Il Porto Turistico “Marina di Portorosa” è una elegante e moderna struttura nel Comune di Furnari, nel punto più rientrante della baia tra Milazzo e Capo Tindari. È definito, comunemente, la piccola Venezia del Sud. Il nome di Portorosa gli è stato attribuito derivandolo dal colore dato alle abitazioni e ai vari edifici del porto, appunto, di colore rosa. È "Bandiera Blu" dal 1993, riconoscimento di grande prestigio che viene attribuito a tutte quelle strutture ricettive capaci di garantire un sistema di "alta qualità": qualità nei servizi all’utenza, qualità nella tutela dell’ambiente marino. Il porto ispone di 680 posti barca, dislocati lungo canali navigabili su cui si affacciano ville private, residence e hotel. Verso la fine del XIV° secolo, Filippo Furnari ottenne da Federico II, in cambio dei servizi a lui prestati, il titolo di barone di un territorio dove costruì un castello, che fu ben presto attorniato da piccole case, dando così origine ad un borgo feudale che, per oltre quattro secoli, fu governato dai suoi discendenti. Nel 1691 i Furnari vendettero la terra ai Marziano che ne conservarono il possesso fino al 1813 quando il Parlamento siciliano aboliva i diritti feudali e Furnari iniziava la sua vita di Comune. Il centro di Furnari è rappresentato dalla piazza "Marconi", col suo magnifico belvedere aperto sul mare. Nella parte bassa del paese, sul posto dove un tempo era sito il Palazzo Baronale, sorge la chiesa Madre, dedicata alla Santa croce, della fine del XVI° secolo. All'interno si possono ammirare, fra l'altro, tre quadri della fine del XVII° secolo, raffiguranti San Francesco di Paola, la Madonna della pietà con Anime Purganti, e la Vergine del Rosario, e un bellissimo crocifisso in legno del 1630, opera dello scultore Fra Innocenzo da Petralia. Nei pressi della chiesa Madre sorge la chiesa di Sant'Antonino, del 1600, nel cui interno si trovano due statue in legno della metà del XVII° secolo. Raffigurano San Filippo di Agira, e l'Ecce Homo. L'altare maggiore, in marmo di San Marco è del 1792. A Furnari esistono altre due chiese, del XVII° secolo: la chiesa della Madonna del Carmine, con accanto il Convento dei Padri Carmelitani, e la chiesa della Madonna Addolorata.

Furnari

Furnari

Furnari

Furnari

Furnari

Furnari

 

Lentini è un comune di circa 24.100 abitanti della provincia di Siracusa. La città è situata a 52 km a Nord-Ovest del capoluogo di provincia, Siracusa, e a 53 m. s.l.m., sulle prime propaggini collinari al margine meridionale della piana di Catania. È l'antica Leontinoi, una delle prime colonie greche in Sicilia, ed ha notevoli resti archeologici. Poco lontano dall'abitato, a Nord-Ovest, si estende la conca dell'antico lago di Lentini (Biviere), un tempo interamente prosciugato e oggi ricostruito nel vecchio sito. Il mare (golfo di Agnone Bagni) dista 12 km dal centro abitato. L'ambiente del territorio di Lentini è caratterizzato principalmente dai numerosi agrumeti che la circondano. Conosciuta nell’antichità con il nome di "Campi Lestrigoni", è l’antica Leontini, colonia calcidica del VIII° secolo a.C.. Alleata di Atene nel 433 cadde circa dieci anni dopo sotto il dominio dei Siracusani divenendo sotto Dionisio I, l'emporio dei siracusani. Durante la seconda guerra punica con Marcello, divenne dominio Romano, per poi passare successivamente agli Arabi e ai Normanni. Nelle vicinanze sono stati riportati alla luce numerosi reperti archeologici che testimoniano, la vivace storia delle dominazioni di Lentini. Bonificata durante il periodo fascista, oggi la zona è caratterizzata da un’intensa produzione di agrumi. Il 9 e l'11 maggio viene festeggiato il santo patrono, Sant'Alfio. Tra le numerose cose da vedere segnaliamo: il Museo Archeologico, che offre un'ampia documentazione delle antichità del territorio dell'antica Leontinoi, ma anche delle località limitrofe; la chiesa Madre dedicata al santo patrono Sant'Alfio, che conserva un ipogeo paleocristiano che si pensa essere il sepolcro dei Santi Alfio, Filadelfio e Cirino; i resti della città antica, che conserva la necropoli scavata nella roccia. Gli amanti della natura possono fare una passeggiata in riva al lago del Biviere che si trova poco distante dall'abitato. Sulle sponde orientali del lago si trova inoltre, la casa del Biviere con il suo meraviglioso giardino mediterraneo, nato per volontà dei Principi Scipione e Maria Carla Borghese nel 1967 che ospita tantissime piante, alcune anche rare.

Lentini

Lentini

Lentini

Lentini

Lentini

Lentini

Lipari è un comune di circa 10.700 abitanti della provincia di Messina. Il suo territorio comunale si estende su sei delle sette Isole Eolie: Lipari, Vulcano, Panarea, Stramboli, Filicudi e Alicudi. Solo l’Isola di Salina è amministrativamente autonoma. L'isola di Lipari è l'isola più grande dell’arcipelago eoliano; si trova al centro dell'arcipelago e costituisce uno dei punti di partenza per visitare le altre meravigliose isole. Tra le isole vicine da non perdere la meravigliosa Stromboli con il suo vulcano attivo che regala incredibili emozioni. Ginostra, nella parte a sud dell'isola, è una località con il porto più piccolo del mondo, dove vivono solo 50 persone. Lipari conserva un mare e delle spiagge di incredibile bellezza, tra queste basta citare la "spiaggia bianca" oppure la meravigliosa "spiaggia di vinci" e altre ancora. Da non perdere è il giro in barca intorno all'isola per ammirare le coste frastagliate dal vento che soffia da millenni e i meravigliosi fondali azzurri. La splendida natura di Lipari rende l'isola una delle mete più ambite durante la stagione estiva. Dal 21 al 24 Agosto a Lipari viene festeggiato il patrono San Bartolomeo. La festa in onore di San Bartolomeo si svolge con una suggestiva processione della statua che rappresenta il Santo e con il "vascelluzzo" (reliquiario d'argento), entrambi portati a spalla dalle varie confraternite. La bellissima festa si conclude con giochi pirotecnici dal mare incantato dell'isola. Il Museo Archeologico Eoliano, sull'acropoli in via del Castello, è uno dei più interessanti in assoluto e con i suoi reperti è la testimonianza di oltre 5000 anni di civiltà dell'isola e dell'arcipelago. È uno dei più importanti del Mediterraneo e presenta in ordine cronologico esposizioni di corredi funerari, vasi, cippi, steli tombali e sarcofagi in pietra che testimoniano dell'evoluzione del culto dei defunti. Inoltre ceramiche di tipi e fogge varie, maschere teatrali e statue fittili. Il centro storico di Lipari è dominato dal Castello posto su un promontorio; la sua costruzione risale a tempi remoti, con una torre facente parte delle fortificazioni greche del IV-III secolo a. C., con torri medioevali del secolo XIII° e cortine murarie di epoca spagnola. All'interno della cinta resti archeologici e la Cattedrale normanna del 1084 rimaneggiata in varie epoche, fino al 1861 con la facciata in stile baroccheggiante. A fianco i resti dell’Abbazia normanna.

Lipari

Lipari

Lipari

Lipari

Lipari

Lipari

 

Marina di Ragusa è una frazione di Ragusa ed una delle località balneari più attrezzate della Sicilia sud-orientale, anche per via della qualità dei suoi lidi, della presenza di numerosi locali notturni e del contesto ambientale in cui è situata. L'analisi delle acque marine della costa iblea ha dato risultati pienamente soddisfacenti, gli indicatori di balneabilità e trofico sono tra i migliori dell'isola, ha ottenuto nel 2009 la Bandiera Blu. Da Marina di Ragusa, inoltre, si possono raggiungere in giornata tutte le località siciliane poste al di sotto della linea che congiunge Messina ad Agrigento: con esse, quindi, anche Taormina, Siracusa, Catania, Piazza Armerina, Enna, Caltagirone, Noto e le altre Città del Barocco Siciliano, Patrimonio dell'Umanità riconosciuto dall'UNESCO. Dista appena 20 minuti da Ragusa (sede del Museo Archeologico, dei Palazzi Cosentini, Zacco e della Cancelleria, delle Chiese di Santa Maria dell'Itria, San Giovanni, San Giorgio e Santa Maria delle Scale, etc.) e mezz'ora dal Porto di Pozzallo, che la collega direttamente con l'isola di Malta. Il nuovo porto di Marina è in grado di accogliere oltre ottocento posti barca, diventando uno dei tre Hub turistici della Sicilia, inoltre è stato progettato secondo i più avanzati criteri tecnologici che sono in grado di soddisfare le richieste anche del più esigente dei diportisti.

Marina di Ragusa

Marina di Ragusa

Marina di Ragusa

Marina di Ragusa

Marina di Ragusa

Marina di Ragusa

Marsala è situata sulla punta estrema occidentale della Sicilia, su Capo Boeo, con vista sulle isole Egadi e sulle isole dello Stagnone. Proprio l'arcipelago dello Stagnone è una delle zone più suggestive della città, essendo riserva naturale e avendo un ricco patrimonio storico. Mothia (una delle isole) infatti fu insediamento fenicio che diede origine alla attuale città. Quando i siracusani riuscirono ad espugnare Mothia dopo innumerevoli e vani assedi, la distrussero. I sopravvissuti fondarono, insieme ai nuovi padroni romani, Lilybaeum proprio dove oggi sorge Marsala. Marsala è una bellissima città d'arte, ricca di testimonianze puniche, romane, normanne, arabe e spagnole. Il Duomo è stato costruito dai Normani e ampiamente rimaneggiato nei secoli successivi. Dietro il Duomo è situato il Museo degli Arazzi, con otto splendidi tessuti fiamminghi del XVI° secolo, che raffigurano Episodi della guerra di Tito contro i Giudei. Sul lungomare si trova il Museo Archeologico Regionale, dove sono esposto dei reperti punici provenienti dall'Isola di Mozia e dalle necropoli di Lilibeo. In una grande sala sono conservati i resti di una nave punica, ritrovata nella laguna dello Stagnone. Proseguendo sul lungomare fino alla punta occidentale della città, si raggiunge il parco archeologico con resti della città romana del III-IV° secolo a.C. Molto interessante è anche una visita presso le le storiche cantine Florio, dove so possono conoscere i processi di produzione di questo famoso vino liquoroso. La costa da Marsala a Trapani è caratterizzata da uno dei paesaggi più particolari della Sicilia: le saline. Grandi specchi d'acqua salmastra formano una fantasia irregolare e multicolore, dove da secoli si estrae il sale marino. A tratti compare la sagoma di un mulino a vento, che un tempo serviva a pompare acqua e macinare il sale. Tra le più belle vi sono le Saline di Trapani e Paceco, che sono riserva del WWF perché sono dimora di circa 170 differenti specie di uccelli, inclusi fenicotteri, cicogne, gru, aironi. Il centro visite si trova a Nubia, appena sotto Trapani sulla strada costiera SP 21. In una casa saliera di 300 anni, è stato istituito il Museo del Sale, che illustra le fasi della lavorazione del sale ed alcuni attrezzi utilizzati per l'estrazione e la raccolta.

Marsala

Marsala

Marsala

Marsala

Marsala

Marsala

 

Modica si trova a circa 20 km da Ragusa, è una cittadina di quasi 50.000 abitanti ed è tra le più pittoresche città della provincia e di tutta la Sicilia. È situata nell'area meridionale dei Monti Iblei ed è divisa in due originali aree: Modica Alta, le cui costruzioni quasi scalano le rocce della montagna, e Modica Bassa, giù nella valle, dove un tempo scorrevano i due fiumi Ianni Mauro e Pozzo dei Pruni, poi ricoperti a causa delle numerosi alluvioni, e dove è ora situato il Corso Umberto, strada principale e sito storico della città. Ciò che rende la città così unica e affascinante è, prima di tutto, l'aspetto barocco, di cui il disegno urbano e il centro storico di Modica abbondano. Due delle più belle chiese barocche della Sicilia si trovano qui: San Giorgio e San Pietro. Anche la presenza di pittoreschi violetti e stradine, ricche di vecchie botteghe, casupole e palazzi contribuisce alla magica atmosfera di questa splendida città.

Modica

Modica

Modica

Modica

Modica

Modica

Noto è un comune di circa 23.800 abitanti della provincia di Siracusa. La città dista 32 km da Siracusa ed è situata nella parte sud ovest della provincia ai piedi dei monti Iblei. La sua costa, fra Avola e Pachino, dà il nome all'omonimo golfo. Le vie della città sono intervallate da scenografiche piazze ed imponenti scalinate che raccordano terrazze e dislivelli. La unitaria ricostruzione produsse un tessuto urbano coerente e ricco di episodi architettonici: Cesare Brandi definì Noto, "giardino di pietra". Venne utilizzata la tenera pietra locale, di colore tra il dorato e il rosato, riccamente intagliata. La ricostruzione avvenne unitariamente sotto la guida del duca di Camastra, che rappresentava a Noto il viceré spagnolo. L'asse principale della città è corso Vittorio Emanuele, preceduto da porta Reale ed interrotto da tre piazze nelle quali si alternano altrettante chiese. Tra le molte bellezze artistiche di Noto ricordiamo, la chiesa di San Francesco attribuita a Vincenzo Sinatra, il monastero delle Benedettine e la chiesa di Santa Chiara. Quest'ultima contiene al suo interno una superba Madonna col Bambino di Antonello Gagini. Nella centrale Piazza del Municipio, si ergono il Duomo, l'ottocentesco Palazzo Vescovile, il settecentesco palazzo Landolina e il palazzo Ducezio, oggi sede municipale. Poco più avanti, si incontra la chiesa di San Carlo, mentre a concludere corso Vittorio Emanuele, si trova piazza San Domenico, che ospita l’omonima chiesa e convento, l'ottocentesco Teatro Comunale e la villetta d'Ercole con al centro una fontana del 1100. A circa 9 Km da Noto si trova Noto Antica, il luogo dove sorgeva la città prima del terremoto del 1693. Oggi rimangono una serie di strade suggestive e la Porta Aurea. Qui è possibile visitare l'Eremo di San Corrado, immerso nel verde, con la grotta dove visse il Santo. A Noto Antica si può inoltre vedere il santuario di Santa Maria della Scala, decorato con un arco in stile arabo-normanno.

Noto

Noto

Noto

Noto

Noto

Noto

 

Palermo è situata al centro ed ai margini della celebre Conca d'Oro, la pianura che circonda la città ed i centri abitati del suo hinterland. È compresa fra i Monti di Palermo ed il Mar Tirreno sul quale si specchia la città di Palermo. La sua storia millenaria ha regalato a Palermo un notevole patrimonio artistico ed architettonico che spazia dai resti di mura puniche per giungere a ville liberty, passando da residenze in stile arabo normanno, chiese barocche e teatri neoclassici. Tra i tanti meravigliosi monumenti del centro storico di Palermo ricordiamo: la Cattedrale dell’Assunta, costruita nel XII° secolo, che conserva al suo interno le tombe degli Imperatori normanni e le reliquie di Santa Rosalia, la patrona della città. Il Palazzo dei Normanni, conosciuto anche come Palazzo Reale, oggi sede della regione Sicilia; l'edificio conserva al suo interno il più significativo monumento dell’arte arabo-normanna, ossia la Cappella Palatina, eretta da Ruggero II nel XII° secolo ed interamente ricoperta da mosaici dorati e da intarsi. Villa Niscemi, nell'omonimo quartiere di Palermo. La chiesa di San Giovanni degli Eremiti, costruita nel XII° secolo sulle rovine di un preesistente edificio, è una delle testimonianze più significative della presenza araba a Palermo, che si esprime soprattutto nelle cupole rosse e nei numerosi archi ogivali che decorano l’interno della chiesa. Palazzo Abatellis, edificato nel XV° secolo ed oggi sede della Galleria Nazionale di Sicilia, in cui sono conservate delle preziose opere di artisti siciliani, come Antonello da Messina (XV° secolo) e Francesco Laurana (XV° secolo). La Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, conosciuta come "La Martorana", costruita in epoca normanna e ancora oggi decorata con splendidi mosaici del XII° secolo. La quattrocentesca Chiesa della Gancia. L’Oratorio di Santa Zita, una piccola cappella dedicata alla Madonna, che presenta una complessa decorazione in stucco in cui sono raffigurate scene bibliche ed allegoriche. Il Parco della Favorita, uno dei parchi pubblici di Palermo che un tempo era la riserva di caccia del re Ferdinando IV. Attraversando il Parco della Favorita, si raggiunge direttamente Mondello, la famosa spiaggia di Palermo e rinomata località turistica, ai piedi di Monte Pellegrino. È caratterizzata da un golfo sabbioso dai colori tropicali e le bellissime ville in stile liberty.

Palermo

Palermo

Palermo

Palermo

Palermo

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Patti è un comune di circa 13.400 abitanti della provincia di Messina. Patti ha 12 km di costa interamente balneabili formati da sabbie, faraglioni e grotte; la città è famosa anche per le ceramiche sia d'arte sia d'uso e per la riserva naturale orientata di Marinello. Dai palazzi del centro storico si gode l'armonioso panorama della riviera di ponente del golfo di Patti, mentre dalla frazione Sorrentini (500 s.m.) lo sguardo spazia su tutto il golfo e sui monti fino all'Etna. La città è adagiata lungo la sponda orientale del lago omonimo e affonda le sue origini nel periodo ellenistico durante la sua dipendenza dalla città di Tindari. A seguito della distruzione di Tindari, molte persone emigrarono a Patti, la quale ebbe un ingente incremento demografico seguito da un notevole sviluppo urbanistico. Successivamente fu insediata dai normanni che vi fondarono un’abbazia e la elevarono a sede vescovile; arsa da Federico II d’Aragona a causa della sua fedeltà alla casa d’Angiò, durante la guerra dei Vespri siciliani, fu nel 1554 saccheggiata e di nuovo incendiata dal pirata Barbarossa. Santa Frebronia è la patrona della città, e viene festeggiata ogni anno l'ultima domenica di luglio. Da vedere: la Cattedrale costruita durante il XVIII° secolo sui resti della chiesa normanna fatta edificare da Ruggero II per accogliere le spoglie della madre Adelesia (deceduta nel 1118 a Patti); la Porta San Michele, l'unica rimasta dell'originario circuito murario della città e l'omonima chiesa, edificata nel 1538. Fuori dal centro abitato di Patti si trovano due dei più importanti siti archeologici di tutta la Sicilia, le rovine dell'antica Tindari e la Villa Romana. Tindari è una frazione di Patti ed è caratterizzata dal Santuario della Madonna Nera, costruito sul finire del XX° secolo su un promontorio a strapiombo sul mare. Nella zona archeologica di Tindari possiamo ammirare le mura, le case romane, il teatro e la basilica, nonchè numerosi frammenti di mosaici. Poco distante dal centro abitato si trova la superba Villa Romana di Patti, costruita in epoca imperiale-romana e rinvenuta solo durante gli scavi del 1976.

Patti

Patti

Patti

Patti

Patti

Patti

Ragusa, capoluogo dell’omonima provincia siciliana, è una città che conta circa 73.000 abitanti. Posta ad oltre 500 m. s.l.m., Ragusa è caratterizzata da un territorio molto vasto che va dalla costa fino alle alte colline ed è divisa in due zone, Ragusa e Ibla. È il comune più agiato dell'Italia meridionale, è chiamata la "Città dei ponti" per la presenza di tre strutture molto pittoresche, ma è stata definita anche da letterati, artisti ed economisti come "l'isola nell'isola" o "l'altra Sicilia", grazie alla storia e ad un contesto socio-economico molto diverso dal resto dell'isola. Le origini di Ragusa sono antichissime e risalgono al II° millennio a.C. ma è solamente con la venuta in Italia dei Greci che Ragusa assume l’aspetto di una cittadina. Conquistata presto dai Romani, successivamente fu sotto il dominio dei Bizantini, degli Arabi e dei Normanni. In gran parte distrutta dal terribile terremoto del 1693, che rase al suolo tante città siciliane, Ragusa fu ricostruita nei primi anni del XVIII° secolo. Entrata nel 2002 nella Lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, Ragusa conserva nel suo centro storico moltissimi edifici in stile barocco. Tra i tanti ricordiamo: la Chiesa di Santa Maria delle Scale, ricostruita dopo il terremoto del 1693, conserva pregevoli opere di artisti locali; la Cattedrale di San Giovanni, costruita tra il 1706 e il 1760, presenta una bella facciata barocca ed è caratterizzata dall’alto campanile; il Palazzo Casentini e il Palazzo Bertini, furono realizzati sul finire del XVIII° secolo; la Basilica di San Giorgio, terminata nel 1775 e caratterizzata da una cupola alta oltre 40 metri, che è sostenuta da 16 colonne; il Museo Archeologico Ibleo, in cui è possibile ammirare e scoprire i tanti reperti che raccontano la millenaria storia di Ragusa. Il nucleo più antico di Ragusa, Ragusa Ibla, si trova nella parte orientale della città ed è molto suggestivo per l'atmosfera medievale in cui è immerso: vicoli acciottolati, stradine tortuose, monumenti con vedute sui valloni sottostanti. La parte occidentale della città è invece quella moderna, costruita dopo il terremoto del 1693 che la distrusse quasi completamente. In riferimento a questa distinzione ne deriva che il patrono di Ragusa non è unico: San Giorgio cavaliere viene venerato a oriente, mentre San Giovanni Battista è il patrono di Ragusa superiore.

Ragusa

Ragusa

Ragusa

Ragusa

Ragusa

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San Vito Lo Capo è un comune di circa 4.200 abitanti nella provincia di Trapani. Il borgo è situato sul litorale che dal Monte Cofano va alla Riserva dello Zingaro e sorge sul promontorio di Capo San Vito, in un punto dove la costa rocciosa si apre e forma una delle più incantevoli spiagge della Sicilia. Il paesaggio incontaminato, la finissima sabbia dorata ed il mare è limpido e pulito sono stati premiati con la "Bandiera Blu d'Europa" che caratterizza i tratti di costa migliori sia dal punto di vista ambientale che per i servizi offerti. La nascita del paese San Vito lo Capo, tra storia e leggenda, è molto suggestiva: pare che si sia sviluppato nel XIII° secolo intorno ad una piccola cappella, originariamente fortezza saracena a difesa dei fedeli che cercavano rifugio al suo interno dalle scorrerie corsare. Il santuario fu dedicato a San Vito che qui operò e fece molti miracoli. San Vito è il patrono della città e viene festeggiato il 15 giugno. Il centro storico di San Vito è molto bello, con la sua composizione creata da diversi popoli. Nel corso principale si trova il santuario di San Vito Martire, mentre sulla strada prima di entrare nella cittadina è situata la cappella di Santa Crescenza, edificata nel XVI° secolo in onore della nutrice di San Vito. La Chiesa Madre fu costruita nel XVII° secolo. Interessante è anche Palazzo La Porta, la sede del Municipio; il palazzo fu edificato nel XIX° secolo e mostra le principali caratteristiche dell'architettura ottocentesca, come i pavimenti in maiolica e l'atrio in basolato. Nel giardino alle spalle del palazzo si volgono spesso delle mostre ed iniziative culturali. Interessante e caratteristico è il piccolo "Museo del Mare", dove si possono vedere tutti i reperti che nel corso degli anni sono stati trovati soprattutto in mare; sono divisi per periodi (preistoria, arabo, normanno, punico, romano). A circa tre chilometri dal centro abitato di San Vito, si trova l'antica Tonnara del Secco, le cui reti venivano calate a pochi metri dalla riva, nei mari di Capo San Vito e nella Cala di San Giuliano; così venivano catturati i tonni che in primavera, durante il periodo della riproduzione, percorrevano le acque del golfo di Castellammare. Molto caratteristiche sono anche le cinque le torri d'avvistamento costruite nel 1584 a protezione della costa, su progetto dell'architetto Camillo Camilliani; le torri sono disposte intorno al paese da Calampiso a Cofano. Vicino al porto è situato "il Torrazzo" che, per la sua struttura a base circolare, è completamente diverso dalle altre torri ed è probabilmente un reperto della civiltà araba. Appena fuori da San Vito si trova la riserva dello Zingaro, una suggestiva riserva naturale, con calette e percorsi immersi nella natura. Nella roccia calcarea del promontorio si trovano numerose grotte, sia ad ovest (Grotta Racchio, Grotta Calamancina, Grotta dell'Isulidda, Grotta Berciata), che ad est (Grotta Capreria, Grotta dei Ciaraveddi), in molte delle quali si trovano dipinti ed incisioni.

San Vito lo Capo

San Vito lo Capo

San Vito lo Capo

San Vito lo Capo

San Vito lo Capo

San Vito lo Capo

Sciacca è un comune di circa 41.000 abitanti della provincia di Agrigento in Sicilia. È una città di mare, turistica e termale. La cittadina di Sciacca si trova sulla costa del Canale di Sicilia tra le foci del fiume Platani e Belice, a circa 65 metri sul livello del mare: ad est s'innalza il Monte San Calogero alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le famose acque termali. È situata a forma di anfiteatro sul mare a mezzogiorno della Sicilia, di fronte all'isola di Pantelleria e Tunisi, a metà strada tra le rovine di Selinunte, Eraclea Minoa, ed Agrigento. Sciacca è famosa per iil suo carnevale, una grande festa popolare e una tradizione antica che richiama nella città termale migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sicilia e da altre regioni d'Italia. Le origini del Carnevale saccense risalgono al 1616 circa, quando il vicerè Ossuna stabilì che l'ultimo giorno di festa tutti si dovevano vestire in maschera. Sciacca conserva molte opere d'interesse artistico. Le sue mura, risalenti a varie fasi costruttive, rappresentano un complesso unitario. Sono molto spesse e quelle più recenti del 1550 si sovrapposero a quelle più antiche del 1330-1335 circa. Si chiamano ancora col nome del viceré Giovanni De Vega che li fece costruire e diresse i lavori. Le tre porte d'accesso alla città sono tutte rimaneggiate. Porta Palermo - che si trova nei pressi della Piazza Sturzo e fu riedificata nel 1753 durante il Regno di Carlo III di Borbone - ha delle belle colonne in cima adornate da un gruppo scultoreo con una grande aquila, in stile barocco. La Porta San Salvatore, del XVI° secolo, che si trova in Piazza Carmine, è ricca di belle sculture rinascimentali. La Porta San Calogero, che si trova nell'omonima piazza, è del 1536. Da vedere é inoltre Piazza Scandagliato, una splendida terrazza con suggestiva veduta sul mare, abbellita ulteriormente dalla chiesa di San Domenico e dal Collegio dei Gesuiti oggi sede del Municipio. Il Duomo, con interno a croce latina e ornato da affreschi e marmi multicolori, edificato nel 1108 e successivamente nel 1656, conserva dell'impianto originario Normanno tre absidi, mentre il giallo scuro della facciata Barocca è ravvivato dalle statue marmoree del Gagini, poste in nicchie. La chiesa di Santa Margherita è riccamente ornata da statue e bassorilievi attribuiti a Francesco Laurana e a Pietro di Bonitade. Palazzo Steripinto è un singolare edificio in stile siculo-catalano del 1501. Il Castello Incantato è caratterizzato da una galleria con centinaia di volti scolpiti nella roccia e sugli alberi. Consigliamo inoltre una gita alle Terme di Sciacca con le sue acque sulfuree, salso-bromoiodiche e bicarbonato-alcaline.

Sciacca

Sciacca

Sciacca

Sciacca

Sciacca

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Siracusa, capoluogo dell’omonima provincia siciliana, si trova a pochi metri sul livello del mare e conta circa 128.000 abitanti. La città di Siracusa fu fondata nel VIII° secolo da alcuni profughi greci, che, fuggiti da Corinto, si stabilirono sulle coste siciliane. Siracusa divenne in breve tempo una delle città più potenti dell’isola e numerose erano le guerre che intraprese per il dominio del commercio marittimo. Dopo essere stata sotto il dominio dell’Impero Romano, Siracusa fu governata da Bizantini, Arabi e Normanni, fino a che non entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie, che dopo molti secoli di potere cadde sotto l’avanzata di Garibaldi e dei Mille. Oggi Siracusa è sede di una importante raffineria di petrolio e numerose sono le attività economiche che sorreggono la sua economia. Santa Lucia, festeggiata il 13 dicembre, è la veneratissima patrona di Siracusa. Da vedere: il Duomo del 480 a.C. ma più volte rimaneggiato, al cui interno troviamo un fonte battesimale del XIII° secolo; Piazza Duomo su cui si affacciano i bei palazzi barocchi tra i quali Palazzo Beneventano del Bosco e Palazzo del Senato; la Chiesa di Santa Lucia; la Chiesa dei Gesuiti, dalla splendida facciata; la Galleria Civica d'Arte Contemporanea nell’ex-convento; la Galleria Regionale con dei dipinti cretesi-veneziani e una serie di oggetti artistici e sacri; la Chiesa di San Benedetto e la vicina chiesa di San Martino, che conserva un portale gotico-catalano. Il Palazzo Mergulese–Montalto, la cui costruzione risale al XIV° secolo; piazza Archimede, nel cui centro ammiriamo l'ottocentesca fontana di Artemide; la Chiesa di San Francesco all'Immacolata, con una torre campanaria risalente all'800; la Chiesa di San Filippo Neri; Palazzo Bongiovanni; il quartiere arabo, caratterizzato da vicoli molto stretti; la chiesa di San Tommaso del XII° secolo; il Tempio di Apollo; il Parco archeologico della Neapolis; il Teatro Greco; l’Orecchio di Dionisio, suggestiva grotta sita nella Latomia del Paradiso; l'Ara di Ierone II, altare lungo circa 200 m eretto nel III° secolo a.C.; l'Anfiteatro Romano; la Tomba di Archimede; il museo archeologico regionale Paolo Orsi nel parco di Villa Lanolina; il Museo del Papiro e le Catacombe di San Giovanni.

Siracusa

Siracusa

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Siracusa

Siracusa

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